Le Geometrie
esistenziali sono quelle presenti nella canzone Gli uccelli
pubblicata nel 1981 dal cantautore siciliano Franco Battiato allinterno
dellalbum La voce del padrone. Il testo del brano evoca
allartista Paolo Melani le sensazioni sonore che affondano le
radici nei suoi ricordi personali (la passione per Battiato maturata proprio negli anni
Ottanta) ed ispirano la sua intensa attività di fotografo, perennemente alla ricerca di
sensazioni visive.
Lesposizione si apre con immagini definite dallo stesso
artista naturali, paesaggi più o meno noti colti da Melani durante le
sue frequenti uscite fotografiche. Le foto catturano particolari momenti dei giorni e
delle stagioni che si distinguono per la presenza dei colori più vivaci. Si passa quindi
alla cosiddetta umana opera, a ciò che luomo ha realizzato a
sostituzione o integrazione di quanto la nostra Terra gli offre ogni giorno. La sezione
successiva, a completamento di questo discorso, attraversa alcune sfumature del progresso
con i vantaggi e gli eventuali dazi che si sono dovuti pagare, e sempre pagheremo, verso
il pianeta che ospita il nostro passaggio esistenziale. La chiusura della personale
riassume il tutto tramite foto che hanno per protagonista il veicolo di immagini per
eccellenza dei nostri tempi: la televisione. Quella scatola colorata che rappresenta il
vero ed originale grande fratello orwelliano: la televisione che, come
un mostro di tutto e di niente, inghiottisce e rapisce (e controlla?) ogni nostra
attenzione e movimento.
Ma perché una mostra legata proprio dal filo
conduttore delle Geometrie esistenziali? Perché gli
uccelli che volano nello spazio tra le nuvole simboleggiano il
viaggio ideale compiuto dallobiettivo della macchina fotografica nella perenne
ricerca di quelle esperienze che la nostra mente sente il bisogno di vivere e poi di
fermare nella memoria con immagini su carte, con filmati o altre forme visive. Gli uccelli-macchina
fotografica aprono le ali, scendono in picchiata, atterrano meglio di
aeroplani, colgono gli istanti più nascosti dellesistenza e come rapaci li
catturano, li fermano per sempre. Cambiano anche le prospettive al
mondo: la foto scattata, volendoci restituire la dimensione più vera di quello
che il nostro occhio coglie o pensa di cogliere, ci trasmette invece un mondo che per
essere troppo vero in realtà non esiste; ci trasmette quella prospettiva che
locchio umano mai saprà cogliere nella sua vera essenza. Consapevole di questa
non-verità, nonostante tutto, lobiettivo della macchina
fotografica continua il suo spericolato viaggio: voli imprevedibili ed ascese
velocissime, traiettorie impercettibili. Questo significa vivere rispettando i codici
delle geometrie esistenziali, le regole che devono guidare il cammino
dellesistenza, unesistenza che trae linfa vitale, per troppa voglia di
realtà, da questi stupefacenti momenti di non-realtà.
Geometrie esistenziali
è anche il titolo di uno spettacolo di diapositive, musica e voce recitante dedicato a
Franco Battiato. Ideato dallo stesso Paolo Melani (in collaborazione con Lorenzo
Pierazzi), lo spettacolo è stato eseguito dallEnsamble FRAMMENTI.
Lorenzo Pierazzi |